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Sulla base delle "Specifiche tecniche", pubblicate il 13 marzo 2018, abbiamo effettuato diverse simulazioni nel portale ufficiale del nuovo modello di rating. Riteniamo che, in specifiche situazioni, il modello attribuisca classi di valutazione inattese, consultabili in questa
pagina di approfondimento.


Il nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia per le PMI

L'avvio della riforma

A partire dal 15 marzo 2019 sono entrate in vigore le nuove Disposizioni Operative del Fondo di Garanzia per le PMI. Arriva così a compimento un lungo percorso di riforma che introduce importanti cambiamenti:
  • l'adozione di un nuovo modello di rating e la valutazione di ammissibilità agli interventi del Fondo basata sulla probabilità di inadempimento delle imprese beneficiarie;
  • la nuova articolazione delle misure massime di intervento del Fondo;
  • l'avvio delle "operazioni finanziarie a rischio tripartito".

Le caratteristiche del nuovo modello di rating

Il nuovo modello di rating si basa su una scala di valutazione composta da 5 classi di merito creditizio, attribuite con le modalità indicate nelle "Specifiche tecniche", pubblicate il 13 marzo 2018. Il modello è composto da due moduli di analisi:
  • modulo economico finanziario: distinto in sottomoduli applicati a seconda delle caratteristiche dell'impresa valutata: forma giuridica (Società di capitali, Società di persone e Ditte individuali); regime di contabilità (contabilità ordinaria e contabilità semplificata); settore economico di appartenenza (Industria, Commercio, Servizi, Immobiliare, Edilizia);
  • modulo andamentale: distinto in sottomoduli a seconda della forma giuridica e del settore economico di appartenenza dell'impresa valutata. Il modulo andamentale esamina i dati di Credit Bureau e di Centrale Rischi.
I risultati dei due moduli vengono integrati applicando un approccio a matrice. La valutazione integrata è corretta, in senso sfavorevole, in presenza di eventi pregiudizievoli.

Nella tabella seguente vengono riportati i valori di rifermento di ciascuna classe di rating

Le classi di rating del nuovo modello Fondo di Garanzia PMI


Le nuove modalità di accesso e di intervento

Salvo alcune eccezioni, sono considerate ammissibili agli interventi del Fondo le imprese appartenenti alle prime quattro classi di rating.

La nuova articolazione delle misure massime di garanzia sulle operazioni finanziarie, riportata nelle tabelle sottostanti, è determinata in funzione della classe di rating del soggetto beneficiario e della durata e della tipologia dell'operazione finanziaria. Sono inoltre previsti criteri specifici di ammissibilità e di copertura per particolari categorie di finanziamenti / operazioni finanziarie. Le operazioni finanziarie per le quali è prevista una equa ripartizione del rischio tra soggetto finanziatore, garante di primo livello e Fondo, cosiddette operazioni finanziarie a rischio tripartito, accederanno alla garanzia del Fondo senza applicazione del modello di valutazione.

Allegato 1 allo schema Decreto Riforma Fondo di Garanzia PMI

Allegato 2 allo schema Decreto Riforma Fondo di Garanzia PMI


Le finalità della riforma

Già nel mese di aprile 2016, il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonio Gentile, in commissione Attività produttive alla Camera, rispondendo a un'interrogazione sul Fondo per le Pmi, si era così espresso: “il processo di riforma del Fondo nasce dalla necessità di perseguire una duplice finalità: aumentare l'efficacia e l'efficienza dello strumento e rendere, al contempo, il fabbisogno finanziario necessario per il suo funzionamento compatibile con gli equilibri della finanza pubblica.
Il perno attorno al quale tale riforma ruota è rappresentato dall'introduzione di un modello di rating interno del Fondo ai fini della valutazione del merito creditizio delle imprese, che sostituirà l'attuale sistema di valutazione economico-finanziaria basato sull'utilizzo del credit scoring.
L'adozione del modello di rating consentirà una stima accurata della rischiosità delle imprese. La conoscenza della rischiosità dell'imprenditore permetterà al Ministero dello Sviluppo Economico di rendere più selettivi, mirati ed efficaci gli interventi del Fondo, attraverso un'articolazione delle coperture che preveda misure via via crescenti all'aumentare della rischiosità dell'impresa.
Ciò consente una maggiore focalizzazione del sostegno pubblico in favore delle imprese rischiose che presentano un reale bisogno di sostegno da parte dello Stato.
Al contempo, la conoscenza del grado di rischio delle imprese, consentirà al Gestore del Fondo di effettuare accantonamenti prudenziali a fronte delle garanzie rilasciate calibrati in funzione dei rischi effettivamente assunti dal Fondo.
Gli altri obiettivi della riforma - strettamente connessi, come detto, al passaggio dall'attuale sistema di valutazione al modello di rating del Fondo - sono:
- la creazione di più ampi margini per interventi di altre Amministrazioni e altre istituzioni di sviluppo con lo scopo di finanziare operazioni realmente addizionali;
- riorientamento del Fondo verso le operazioni finanziarie a medio-lungo termine e gli investimenti;
- rendere neutro l'intervento del Fondo rispetto alla tipologia di soggetto richiedente (banca o confidi) e riequilibrando, dunque, il trattamento tra garanzia diretta e controgaranzia che, durante la crisi, sotto la morsa del credit crunch, si era effettivamente perso.”

Nel corso del roadshow di divulgazione della riforma del Fondo è stata illustrata una dettagliata presentazione sull'argomento.



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