Attenzione: il Decreto Legge 8 aprile 2020, n.23, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020 n. 40, all'art.13, comma 1, lettera g), prevede che, in deroga alla vigente disciplina, le garanzie del Fondo di Garanzia PMI siano concesse senza applicazione del modello di valutazione per il calcolo della probabilità di inadempimento dei soggetti beneficiari finali, di cui alla parte IX, lettera A, delle Disposizioni Operative del Fondo; la deroga rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2020.



Il nuovo modello di rating del Fondo di Garanzia per le PMI

L'avvio della riforma


A partire dal 15 marzo 2019 sono entrate in vigore le nuove Disposizioni Operative del Fondo di Garanzia per le PMI. È arrivato così a compimento un lungo percorso di riforma che ha introdotto importanti cambiamenti:


Le caratteristiche del nuovo modello di rating


Il nuovo modello di rating si basa su una scala di valutazione composta da 5 fasce di merito creditizio, attribuite con le modalità indicate nelle "Specifiche tecniche", pubblicate il 13 marzo 2018. Il modello è composto da due moduli di analisi:


Il risultato della valutazione economico-finanziaria e il risultato della valutazione andamentale vengono combinati secondo due distinte matrici di integrazione, al fine di attribuire una classe di valutazione "integrata" (in rosso sono evidenziate le combinazioni dei risultati che danno luogo ad una classe di valutazione non ammissibile agli interventi del Fondo)


matrice di integrazione per società di capitaliModello rating Fondo di Garanzia PMI - matrice integrazione 1

matrice di integrazione per società di persone e ditte individualiModello rating Fondo di Garanzia PMI - matrice integrazione 2


Come indicato nelle Specifiche Tecniche: "Una volta determinata la classe di valutazione 'integrata', è previsto un aggiustamento in funzione della presenza di alcuni eventi pregiudizievoli a carico della società ovvero, nel caso di società di persone, a carico dei soci con cariche rilevanti":


Sia la presenza di un evento pregiudizievole in capo alla società che la presenza di un evento pregiudizievole in capo al socio di società di persone con cariche rilevanti, producono il declassamento di due classi di valutazione (se si verificano entrambi gli eventi il declassamento è pari a quattro classi di valutazione).

Il modello attribuisce una classe di valutazione finale che si colloca in una scala composta da 12 classi, raggruppate in 5 fasce di valutazione (di rating). A ogni classe di valutazione è stato attribuito un tasso di default empirico, secondo la seguente tabella:


Le fasce di rating del nuovo modello Fondo di Garanzia PMI


Le nuove modalità di accesso e di intervento


Salvo alcune eccezioni, sono considerate ammissibili agli interventi del Fondo le imprese appartenenti alle prime quattro fasce di rating.

La nuova articolazione delle misure massime di garanzia sulle operazioni finanziarie, riportata nelle tabelle sottostanti, è determinata in funzione della fascia di rating del soggetto beneficiario e della durata e della tipologia dell'operazione finanziaria. Sono inoltre previsti criteri specifici di ammissibilità e di copertura per particolari categorie di finanziamenti / operazioni finanziarie. Le operazioni finanziarie per le quali è prevista una equa ripartizione del rischio tra soggetto finanziatore, garante di primo livello e Fondo, cosiddette operazioni finanziarie a rischio tripartito, accederanno alla garanzia del Fondo senza applicazione del modello di valutazione.


Allegato 1 allo schema Decreto Riforma Fondo di Garanzia PMI

Allegato 2 allo schema Decreto Riforma Fondo di Garanzia PMI



Le finalità della riforma


Già nel mese di aprile 2016, il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonio Gentile, in commissione Attività produttive alla Camera, rispondendo a un'interrogazione sul Fondo di Garanzia per le Pmi, si era così espresso:
il processo di riforma del Fondo nasce dalla necessità di perseguire una duplice finalità: aumentare l'efficacia e l'efficienza dello strumento e rendere, al contempo, il fabbisogno finanziario necessario per il suo funzionamento compatibile con gli equilibri della finanza pubblica.
Il perno attorno al quale tale riforma ruota è rappresentato dall'introduzione di un modello di rating interno del Fondo ai fini della valutazione del merito creditizio delle imprese, che sostituirà l'attuale sistema di valutazione economico-finanziaria basato sull'utilizzo del credit scoring.
L'adozione del modello di rating consentirà una stima accurata della rischiosità delle imprese. La conoscenza della rischiosità dell'imprenditore permetterà al Ministero dello Sviluppo Economico di rendere più selettivi, mirati ed efficaci gli interventi del Fondo, attraverso un'articolazione delle coperture che preveda misure via via crescenti all'aumentare della rischiosità dell'impresa.
Ciò consente una maggiore focalizzazione del sostegno pubblico in favore delle imprese rischiose che presentano un reale bisogno di sostegno da parte dello Stato.
Al contempo, la conoscenza del grado di rischio delle imprese, consentirà al Gestore del Fondo di effettuare accantonamenti prudenziali a fronte delle garanzie rilasciate calibrati in funzione dei rischi effettivamente assunti dal Fondo.
Gli altri obiettivi della riforma - strettamente connessi, come detto, al passaggio dall'attuale sistema di valutazione al modello di rating del Fondo - sono:


Nel corso del roadshow di divulgazione della riforma del Fondo è stata illustrata una dettagliata presentazione sull'argomento.


La nostra analisi


Abbiamo effettuato diverse simulazioni nel portale ufficiale del nuovo modello di rating. Riteniamo che, in specifiche situazioni, il modello attribuisca classi di valutazione inattese, consultabili in questa pagina di approfondimento.


Se vuoi, puoi utilizare gratuitamente il modello di calcolo del rating con i dati della tua impresa e conoscere il rating attribuito
oppure puoi fare una prova veloce con dati preimpostati di un bilancio ordinario.