Gli indicatori di allerta della crisi d'impresa



Le nuove norme del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza
post Decreto Legislativo del 17 giugno 2022, n.83.



Art. 2 "Definizioni" - comma 1 - lettera a)


"crisi": lo stato del debitore che rende probabile l'insolvenza e che si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi;


Art. 3 "Adeguatezza degli assetti in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d'impresa"


Comma 1
L'imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.

Comma 2
L'imprenditore collettivo deve istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato ai sensi dell'articolo 2086 del codice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell'assunzione di idonee iniziative.

Comma 3
Ai fini della rilevazione tempestiva della crisi d'impresa, le misure di cui al comma 1 e gli assetti di cui al comma 2 devono consentire di:

  1. rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell'impresa e dell'attività imprenditoriale svolta dal debitore;
  2. verificare la non sostenibilità dei debiti e l'assenza di prospettive di continuità aziendale per i dodici mesi successivi e i segnali di allarme di cui al comma 4;
  3. ricavare le informazioni necessarie a seguire la lista di controllo particolareggiata e a effettuare il test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento di cui al comma 2 dell'articolo 13.

Comma 4
Costituiscono segnali di allarme per gli effetti di cui al comma 3:

  1. l’esistenza di debiti per retribuzioni scaduti da almeno trenta giorni pari a oltre la metà dell'ammontare complessivo mensile delle retribuzioni;
  2. l’esistenza di debiti verso fornitori scaduti da almeno novanta giorni di ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti;
  3. l'esistenza di esposizioni nei confronti delle banche e degli altri intermediari finanziari che siano scadute da più di sessanta giorni o che abbiano superato da almeno sessanta giorni il limite degli affidamenti ottenuti in qualunque forma purché rappresentino complessivamente almeno il cinque per cento del totale delle esposizioni;
  4. l'esistenza di una o più delle esposizioni debitorie previste dall'articolo 25-novies, comma 1.

Art. 25-novies "Segnalazioni dei creditori pubblici qualificati" - comma 1


L'Istituto nazionale della previdenza sociale, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l'Agenzia delle entrate e l'Agenzia delle entrate-Riscossione segnalano all'imprenditore e, ove esistente, all'organo di controllo, nella persona del presidente del collegio sindacale in caso di organo collegiale, a mezzo di posta elettronica certificata o, in mancanza, mediante raccomandata con avviso di ricevimento inviata all'indirizzo risultante dall'anagrafe tributaria:

  1. per l'Istituto nazionale della previdenza sociale, il ritardo di oltre novanta giorni nel versamento di contributi previdenziali di ammontare superiore: 1) per le imprese con lavoratori subordinati e parasubordinati, al 30 per cento di quelli dovuti nell'anno precedente e all'importo di euro 15.000; 2) per le imprese senza lavoratori subordinati e parasubordinati, all'importo di euro 5.000;
  2. per l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l'esistenza di un debito per premi assicurativi scaduto da oltre novanta giorni e non versato superiore all'importo di euro 5.000;
  3. per l'Agenzia delle entrate, l'esistenza di un debito scaduto e non versato relativo all'imposta sul valore aggiunto, risultante dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche di cui all'articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, superiore all'importo di euro 5.000;
  4. per l'Agenzia delle entrate-Riscossione, l'esistenza di crediti affidati per la riscossione, autodichiarati o definitivamente accertati e scaduti da oltre novanta giorni, superiori, per le imprese individuali, all'importo di euro 100.000, per le società di persone, all'importo di euro 200.000 e, per le altre società, all'importo di euro 500.000.

Abrogazioni


Il Decreto Legislativo del 17 giugno 2022 n.83 abroga, fra gli altri, il precedente Art. 13 del Codice, che di fatto non entrerà mai in vigore.

Ex. art. 13 "Indicatori e indici della crisi"
1. Costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell'impresa e dell'attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell'attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della non sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e dell'assenza di prospettive di continuità aziendale per l'esercizio in corso o, quando la durata residua dell'esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, nei sei mesi successivi. A questi fini, sono indici significativi quelli che misurano la non sostenibilità degli oneri dell'indebitamento con i flussi di cassa che l'impresa è in grado di generare e l'inadeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. Costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei pagamenti reiterati e significativi, anche sulla base di quanto previsto nell'articolo 24.
2. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, tenuto conto delle migliori prassi nazionali ed internazionali, elabora con cadenza almeno triennale, in riferimento ad ogni tipologia di attività economica secondo le classificazioni I.S.T.A.T., gli indici di cui al comma 1 che, valutati unitariamente, fanno ragionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di crisi dell'impresa. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili elabora indici specifici con riferimento alle start-up innovative di cui al decreto-legge 18 ottobre 2012, n.179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, alle PMI innovative di cui al decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, alle società in liquidazione, alle imprese costituite da meno di due anni. Gli indici elaborati sono approvati con decreto del Ministero dello sviluppo economico.
3. L'impresa che non ritenga adeguati, in considerazione delle proprie caratteristiche, gli indici elaborati a norma del comma 2 ne specifica le ragioni nella nota integrativa al bilancio di esercizio e indica, nella medesima nota, gli indici idonei a far ragionevolmente presumere la sussistenza del suo stato di crisi. Un professionista indipendente attesta l'adeguatezza di tali indici in rapporto alla specificità dell'impresa. L'attestazione è allegata alla nota integrativa al bilancio di esercizio e ne costituisce parte integrante. La dichiarazione, attestata in conformità al secondo periodo, produce effetti a decorrere dall'esercizio successivo.



Le riforme introdotte dal D.Lgs. 17 giugno 2022 n.83,
e la proposta CNDCEC sugli indici di allerta crisi


In primo luogo occorre evidenziare che gli squlibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario, di cui all'Art. 3 - comma 3 - lett. a), sono una fattispecie diversa dai segnali di allarme, previsti dalla lettera b) dello stesso comma e dettagliati al successivo comma 4. La verifica dei segnali di allarme si aggiunge alla rilevazione degli squilibri di carattere patrimoniale ma non la sostituisce.

Ciò premesso, il confronto fra il testo del Codice della crisi ante e post D.Lgs. 17 giugno 2022 n.83 evidenzia una continuità di principi:


Le modalità attuative di tali principi, presenti ai commi 2 e 3 del superato art. 13, non sono invece disciplinate nel testo novellato.

Senza entrare nel merito di questo cambiamento e delle sue implicazioni, riteniamo che le proposte del documento CNDCEC del 20 ottobre 2019, elaborate in esecuzione del mandato legislativo originariamente ricevuto, mantengano la propria importanza e costituiscano un utile riferimento per tutti i soggetti coinvolti nel rispetto del nuovo art. 3.

La nuova norma, come la precedente, chiede che la rilevazione degli eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario venga effettuata rapportandosi alle specifiche caratteristiche dell'impresa e dell'attività imprenditoriale svolta dal debitore. Come di seguito illustrato, il lavoro svolto dal CNDCEC ha portato all'individuazione di indici e di valori soglia distinti per settore economico. Questi risultati forniscono utili informazioni di confronto fra la situazione della singola impresa e i dati che caratterizzano il suo settore di appartenenza, consentendo ai soggetti preposti alla rilevazione degli squilibri di contestualizzare le proprie valutazioni.

Inoltre, tenuto conto della definizione di "crisi" di cui al nuovo art. 2 e fatta eccezione per l'orizzonte temporale considerato (sei mesi anziché dodici), appare indubbia l'adeguatezza della valutazione dell'indice DSCR, proposta dal CNDCEC, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi.


La proposta del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC)


Nel proprio documento del 20 ottobre 2019, il CNDCEC ha proposto un sistema di indicatori dello stato di crisi, elaborati in esecuzione del mandato legislativo di cui al comma 2 del superato art. 13. Una volta approvati con Decreto del Ministero dello sviluppo economico, gli indicatori elaborati dal CNDCEC avrebbero assunto un valore di riferimento assoluto, anche alla luce di quanto previsto al comma 3 dello stesso articolo.

La struttura degli indici proposta dal CNDCEC è riepilogata nel seguente schema



indicatori di accertamento dello stato di crisi



"La lettura congiunta del primo e secondo comma dell'art. 13 CCI porta all'individuazione di un sistema di indici. Gli indici di cui all'art. 13, comma 1 (ndr patrimonio netto e DSCR) si applicano indistintamente a tutte le imprese. Gli indici di cui al comma 2 (ndr indici di settore) presentano valori soglia differenti per settori economici. Dal punto di vista logico il sistema è gerarchico e l'applicazione degli indici deve avvenire nella sequenza indicata".

Di seguito vengono dettagliate le principali caratteristiche degli elementi di valutazione presenti nello schema (riquadri in rosso), secondo le indicazioni fornite nel documento del 20 ottobre 2019.

Patrimonio netto
La presenza di un patrimonio netto negativo o, per le società di capitali, al di sotto del limite di legge, costituisce un pregiudizio alla continuità aziendale. Provvedimenti di ricapitalizzazione che consentano di ripianare le perdite e riportare il capitale sociale almeno al limite legale sono da considerare nell'analisi.

DSCR (debt service coverage ratio)
Il DSCR è un indice che si basa sui flussi di cassa evidenziati dal budget di tesoreria. L'indice è calcolato come "rapporto tra i flussi di cassa complessivi liberi al servizio del debito attesi nei sei mesi successivi e i flussi necessari per rimborsare il debito non operativo che scade negli stessi sei mesi". "Valori di tale indice superiori ad uno, denotano la stimata capacità di sostenibilità dei debiti su un orizzonte di sei mesi, valori inferiori ad uno la relativa incapacità.". L'utilizzo del DSCR è previsto solo qualora gli organi di controllo ritengano non inaffidabili i dati previsionali impiegati nell'elaborazione.

Indici settoriali
Il CNDCEC ha individuato un insieme di cinque indici di bilancio rilevanti per la formazione di una ragionevole presunzione dello stato di crisi:


Per ogni indice è stata individuata una soglia di allerta diversificata per settore di attività economica (ATECO 2007), come da tabella seguente



indici di allerta crisi - soglie per settore economico



Ai fini dell'attivazione degli alert occorre considerare la correlazione degli indicatori con il rischio, ovvero:


Qualora per tutti i cinque indici indicati si attivi il relativo alert (sia superato o raggiunto il valore soglia del settore economico di appartenenza) il documento CNDCEC ravvisa una ragionevole presunzione dello stato di crisi dell'impresa.